Dal 27 settembre 2026 la direttiva EmpCo chiede alla scheda prodotto del tuo e-commerce tre informazioni nuove: aggiornamenti del software, riparabilità e ricambi, se il produttore ti dà questi dati. Prima del pulsante d'ordine va solo l'etichetta GARAN.
Per il tuo cliente è un aiuto alla scelta. Tra due robot aspirapolvere quasi uguali, sceglie più volentieri quello in cui c'è scritto fino a quando arrivano gli aggiornamenti e come si ordina una batteria di ricambio.
Cosa devo mostrare nella scheda prodotto con la direttiva EmpCo?
Tre informazioni, e ognuna risponde a una domanda che il cliente si fa prima di comprare (art. 49 del Codice del consumo):
- Aggiornamenti del software: per i prodotti con software – smartwatch, televisore, robot aspirapolvere – e per i contenuti e i servizi digitali, per quanto tempo il produttore fornisce almeno gli aggiornamenti. Come durata o come data.
- Indice di riparabilità: conta solo se è calcolato con regole uguali in tutta l'UE. Oggi esiste per smartphone e tablet: la classe da A a E dell'etichetta energetica (regolamento delegato (UE) 2023/1669). L'indice francese non vale.
- Ricambi e riparazione: dove quell'indice non c'è, se i ricambi necessari sono disponibili, quanto costano all'incirca e come si ordinano, se esistono istruzioni di riparazione e manutenzione e quali limiti ci sono alla riparazione.
È la stessa direttiva (UE) 2024/825 che ha introdotto l'avviso armonizzato di garanzia. Quello resta obbligatorio, e le tre informazioni si aggiungono.
Da quando è obbligatorio, e dove va?
Dal 27 settembre 2026, la data da cui si applica il decreto che ha recepito la direttiva (D.Lgs. 30/2026, art. 2). I punti sono tre, e in ognuno va qualcosa di diverso:
- Nella scheda prodotto tutto, prima che il cliente ordini. È lì che decide.
- Subito prima del pulsante d'ordine solo l'etichetta GARAN, cioè la garanzia di durabilità del produttore, se c'è (art. 51, comma 2). Aggiornamenti e ricambi lì non vanno ripetuti.
- Nella conferma dell'ordine di nuovo tutto, al più tardi alla consegna (art. 51, comma 7). In pratica è l'email di conferma, che il cliente conserva e riapre quando gli serve un ricambio.
E se il produttore non mi dà i dati?
Allora su aggiornamenti e ricambi non devi mostrare niente: l'obbligo vale solo «se il produttore o il fornitore mette a disposizione dell'operatore economico tali informazioni». Non devi ricavarle tu, e tanto meno stimarle.
Non è però un lasciapassare. Se l'impegno sugli aggiornamenti è pubblicato sul sito del produttore o nel suo portale rivenditori, un concorrente può sostenere che lo avevi. Controlla quindi una volta per marca e annota che cosa dichiara il produttore e che cosa no.
Cosa rischio se i dati mancano o sono sbagliati?
Se mancano, può intervenire l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, d'ufficio o su segnalazione di chi vi abbia interesse (art. 66 del Codice del consumo). E un obbligo con una data precisa si controlla in un attimo: basta aprire la scheda.
Se sono sbagliati, ne rispondi tu. Quello che scrivi nella scheda diventa parte del contratto (art. 49, comma 5). Se c'è una data fino alla quale arrivano gli aggiornamenti, quella data l'hai promessa tu al cliente, non il produttore.
Riporta quindi il dato così come lo dà il produttore, senza arrotondare. «Aggiornamenti a lungo» o «facile da riparare» sono pubblicità, non informazioni. E presentare come riparabile un prodotto che non lo è è sempre una pratica ingannevole (art. 23, comma 1, lett. bb-novies).
Posso chiamare «ecologica» la mia spedizione?
Meglio di no. La legge chiede di indicare le opzioni di consegna rispettose dell'ambiente, se le hai (art. 49, lett. g). Ma la stessa direttiva vieta asserzioni come «ecologico» o «verde» senza una spiegazione chiara accanto (art. 23, comma 1, lett. d-bis).
Vale anche per «a impatto zero», se si basa solo sulla compensazione delle emissioni (lett. d-quater). Scrivi che cosa fa di diverso quell'opzione: per esempio che tutto arriva in un'unica spedizione, o con quale mezzo avviene la consegna.
In PrestaShop non serve un modulo. Ogni corriere ha un nome e un tempo di transito che scrivi per lingua, e il cliente li vede entrambi nel checkout.
Come applico la direttiva EmpCo in PrestaShop?
Con pochi prodotti scrivi i dati nella descrizione. Con un catalogo grande diventa presto ingestibile, e quando un produttore cambia il suo impegno devi ritoccare ogni scheda una per una.
Molti produttori danno questi dati per tutta la marca. Per questo nel modulo dell'avviso di garanzia UE li inserisci una volta per marca, in «Dati del produttore». Puoi farlo anche per una categoria o per un singolo modello, e il dato più specifico ha la precedenza.
Il tuo cliente vede poi:
- Nella scheda prodotto, accanto all'acquisto, un riquadro breve «Aggiornamenti del software e riparazione» con i dati del produttore.
- Subito sopra il pulsante d'ordine (in PrestaShop 1.7, in cima al passaggio di pagamento) l'etichetta GARAN di ogni prodotto del carrello che ce l'ha: chiusa, e intera al primo clic.
- Nell'email di conferma gli stessi dati per ogni prodotto acquistato, accanto all'avviso di garanzia.
Se una marca non dà nulla, annoti anche quello: nel negozio non compare niente, ma sai di aver controllato. I cataloghi grandi li gestisci in un foglio di calcolo e li ricarichi. E se in una lingua manca un testo, lì non compare, invece di uscire in un'altra lingua.
Così avviso di garanzia, etichetta GARAN e i nuovi dati escono da un unico modulo, in tutti e tre i punti previsti dalla legge. Date, anni e indice li inserisci una volta per marca; i testi sui ricambi li scrivi in ogni lingua del negozio.
I moduli citati in questo articolo
Copre la direttiva EmpCo nel tuo negozio: l’avviso armonizzato sulla garanzia legale, con il file ufficiale della Gazzetta ufficiale non modificato, il marchio GARAN e i dati del produttore…